Episodio 11 – Brooklyn, un film sull’emigrazione

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Ecco l’undicesimo episodio di Messaggi Vocali!

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Ciao a tutti! In questo episodio, riagganciandomi al tema di partenze e ritorni dell’altra volta, volevo parlare del film Brooklyn del 2015 e spiegare perchè secondo me può essere preso a esempio per tutti quelli che vogliono emigrare.

Buon ascolto!

Trascrizione

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Eccoci, allora adesso inizio con effettivamente il primo episodio con questo nuovo stile, ovvero che sto registrando con Whatsapp ed è proprio un vero messaggio vocale che sto mandando alla chat con me stessa, dove mando di solito documenti o cose che mi interessano. Quindi vediamo un po’ com’è, fatemi sapere se l’audio va comunque bene, perché se va bene, in realtà potrebbe essere una tecnica interessante per registrare, perché io quando cammino mi sento proprio che per me è più facile parlare, piuttosto che star seduta davanti al computer. Nonostante peccato, perché il mio microfono era anche bello e mi sentivo molto professionale col microfono.

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Comunque, di cosa ho deciso di parlare oggi? Come avete letto nel titolo, il tema è il film Brooklyn, non so se l’avete visto, è un film che avevo visto anni fa, quando era uscito, non ricordo l’anno in questo momento, però una decina d’anni fa almeno, e però l’ho rivisto recentemente e secondo me si sposa benissimo al tema di cui ho parlato l’altra volta, che sono le partenze, o meglio, anzi l’altra volta ho parlato dei ritorni, questo film è proprio un film che parla di emigrazione, di partenze e di ritorni.

Quindi la mia idea era: potrebbero esserci degli spoiler, lo dico subito, quindi chi ha dei problemi con gli spoiler consiglio prima di vedere il film e poi di ascoltare l’episodio; chi invece come me se ne frega, perché io ho sempre pensato che a me a volte piace sapere come finiscono le cose, a meno che non sia un film, non lo so, un thriller o un film con l’effetto a sorpresa tipo Il Sesto Senso o The Others, che sapere il finale effettivamente ti rovina tutto il film. La maggior parte delle storie, se anche so cosa succede alla fine, chissene frega obiettivamente, perché anzi, a volte sapere già come vanno le cose ci permette di concentrarci su come succedono le cose, su perché succedono le cose. E quello che io dico sempre, lo sappiamo tutti, che alla fine di Anna Karenina lei muore, ma nonostante questo non è che poi il libro non sia bello da leggere perché so come finisce.

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Detto ciò, questa apologia degli spoiler, lo dico subito, probabilmente parlerò, dirò le cose che succedono, perché non voglio stare lì a censurarmi. Se qualcuno ha dei problemi con questo, consiglio di guardare prima il film e poi di ascoltare l’episodio, che sarà anche un episodio magari un po’ di recensione e critica, ma non solo questo. La mia idea è anche di dire cosa possiamo imparare dalla protagonista del nostro film per la nostra vita, perché io spesso e volentieri guardo i film e leggo i libri anche per prendere spunto da queste persone, anziché guardare tutti questi video di consigli su come fare le cose o leggere, non lo so, i post dei guru, cioè io penso che dovremmo riprendere un po’ a consumare contenuti di qualità, che vuol dire arte, nel senso film, libri, musica, cioè cose fatte per bene e cercare noi di leggere un po’ la lezione che possiamo trarre da queste cose, anziché solo guardare tutorial di vita, però questa è un po’ la mia opinione. Io comunque utilizzo sempre i personaggi dei film e dei libri come guru di vita, come guide spirituali, o nel bene e nel male, cioè ci sono persone da dire “ok così no” e altre invece a cui possiamo ispirarci.

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Allora, Brooklyn, di cosa parla questo film? Parla di una ragazza irlandese di nome Eilis, interpretata da Saoirse Ronan, spero di aver pronunciato bene il nome, ma credo di sì perché avevo visto una sua intervista in cui lo pronunciava così, che negli anni 50 — adesso non so esattamente l’anno specifico però anni 50 — si trasferisce a New York e nello specifico a Brooklyn e quindi il film è proprio la sua storia di giovane emigrata in un mondo nuovo.

Quindi perché è interessante questo film secondo me? Perché comunque, intanto è storico, quindi ci fa vedere effettivamente cosa hanno passato delle persone che hanno avuto delle storie di emigrazione nel passato, anche perché adesso è un tema molto caldo l’immigrazione, l’odio che c’è verso gli immigrati stessi, perché si pensa sempre che sia qualcun altro, invece questi film secondo me ci ricordano che tutti noi, tutta la storia dell’umanità ruota intorno a gente che va e che viene, quindi è importante ogni tanto ricordarselo.

Anche chi ce l’ha con chi arriva adesso, che si ricordi che probabilmente se è lì dov’è è perché qualcuno prima di lui c’è arrivato. Quindi secondo me questo tipo di film aiuta un po’ a ricordarsi questa cosa: quando vediamo una ragazza bionda con gli occhi azzurri che gira dall’altra parte del mondo magari non pensiamo che in realtà è la stessa cosa di una persona che arriva da un’altra parte e che non è bionda con gli occhi azzurri, però la storia, le motivazioni probabilmente quelle sono.

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E poi perché anche senza doverci cercare cose un po’ più profonde, più sociologiche, proprio da un livello, da un punto di vista personale, individuale, penso che il comportamento di Eilis possa essere di esempio per tante persone che si ritrovano in una situazione simile alla sua e che quindi vogliono migrare in un posto nuovo da soli. Quindi per questo ho deciso, ho pensato che secondo me sarebbe stato interessante discutere di questo episodio anche proprio per questo argomento, ovvero cosa possiamo imparare da Eilis, secondo me tante cose, poi le vediamo.

(6:27)

Allora, intanto non so se sentite il mio quadernetto dove ho i miei appunti. Cosa funziona di questo film? Allora, intanto secondo me funziona, come dicevo, proprio la storia. Il personaggio, l’attrice, penso che Saoirse Ronan sia un’attrice molto brava e ha un personaggio per cui facilmente possiamo provare simpatia, ci possiamo immedesimare, quindi queste sono le cose principalmente che secondo me funzionano, proprio la storia e i personaggi, o almeno soprattutto il suo personaggio, ma direi anche i due personaggi principali maschili sono interessanti.

(7:13)

Gli altri sono un po’ di sfondo, tutte le altre persone che compaiono. Aspetti un po’ critici invece, cosa secondo me non è il top della vita, penso che abbia una regia molto molto classica e per chi ama magari il cinema di un certo tipo, colonne sonore di un certo tipo — io per esempio non per fare la snob assolutamente, perché poi guardo di tutto, guardo film anche stupidi eccetera eccetera — però sono una persona che ama l’uso delle luci e delle musiche nei film, su di me hanno un grossissimo impatto, cioè la scelta delle colonne sonore,

Ciao! Sono Eva.

Insegnante certificata di italiano e inglese per adulti, appassionata di lingue, letteratura e relazioni umane. 

Amo i film, scrivere e fare torte . 

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