Messaggi Vocali ha compiuto da poco sei mesi e mi è sembrato il momento giusto per fermarmi un attimo, fare il punto della situazione e decidere se c’era qualcosa da cambiare.
In realtà questo è qualcosa che mi piace fare periodicamente: circa ogni tre mesi cerco di capire che cosa sta funzionando, che cosa invece mi porta via troppo tempo e, soprattutto, quali sono le cose che mi fa davvero piacere fare.
E questa volta sono arrivata a una conclusione abbastanza semplice: voglio dedicare più tempo alla parte del podcast che mi piace davvero e ridurre il più possibile tutto il lavoro che gli gira intorno.
Gestire un podcast da sola significa infatti occuparsi di molte più cose oltre alla registrazione: editing, trascrizioni, PDF, sito, automazioni, newsletter, piattaforme varie… Alcune di queste attività sono utili, ma non sono necessariamente quelle che mi danno più soddisfazione.
E visto che nei prossimi mesi dovrò anche dedicare tempo alla ricerca di un lavoro e alla costruzione della mia nuova vita in un nuovo Paese, voglio cercare di rendere il podcast più semplice e sostenibile.
Questo non significa però che ci saranno meno episodi. Anzi, probabilmente ce ne saranno di più.
Le novità
1. Un episodio ogni settimana
La prima novità è probabilmente la più importante: da ora in poi uscirà un episodio ogni settimana, invece di uno ogni due settimane.
Registrare gli episodi, infatti, è una delle parti del progetto che mi piace di più. Non mi pesa particolarmente trovare gli argomenti, prepararmi o parlare davanti al microfono. Anzi, spesso mi diverto proprio.
Quindi mi sono chiesta: perché non farlo più spesso?
Per il momento ho già alcuni episodi di circa 30 minuti registrati e pronti per essere pubblicati, quindi continuerete a trovare qualche episodio di questo tipo nelle prossime settimane. Dopodiché vorrei sperimentare un po’ di più con la durata.
2. Episodi più lunghi e più spontanei
Questa è forse la modifica che mi incuriosisce di più.
Fin dall’inizio avevo scelto di mantenere gli episodi intorno ai 30 minuti perché mi sembrava una durata ragionevole per mantenere la concentrazione e, soprattutto, perché rendeva più semplice tutta la parte della produzione e della trascrizione.
Ma mi sono resa conto che 30 minuti a volte sono una gabbia un po’ artificiale per il modo in cui mi piace parlare.
Io non ho esattamente il dono della sintesi. 😅
Quando comincio a parlare di un argomento, mi piace approfondirlo, fare collegamenti, aggiungere esempi e seguire un po’ il filo dei miei pensieri. Più di una volta mi è capitato di arrivare alla fine dei 30 minuti proprio quando avevo ancora delle cose da dire.
Per questo voglio provare a lasciare più libertà alla durata degli episodi.
Se un argomento richiederà 20 minuti, parlerò per 20 minuti.
Se ne richiederà 40, parlerò per 40.
E se avrò bisogno di un’ora per affrontarlo davvero in profondità, perché no?
Ultimamente sto ascoltando e guardando molti contenuti lunghi e mi sono resa conto che li apprezzo moltissimo. Forse siamo talmente abituati a contenuti brevissimi che vale la pena anche riabituarsi ad ascoltare qualcosa senza avere continuamente fretta di arrivare alla fine.
E naturalmente non è necessario ascoltare un episodio lungo tutto in una volta. Un episodio di un’ora può tranquillamente essere ascoltato in due, tre o quattro momenti diversi.
Voglio semplicemente provare a non interrompere un discorso interessante solo perché è arrivato il minuto 30.
3. La trascrizione gratuita rimane, ma sarà su richiesta
Qui arriva la parte in cui invece snellisco il lavoro.
La trascrizione degli episodi continuerà a essere disponibile gratuitamente, ma non sarà più possibile scaricarla automaticamente dal sito.
Mi sono accorta infatti che le richieste dei PDF sono state piuttosto poche rispetto al tempo necessario per prepararli e creare tutti gli automatismi che permettevano di scaricarli dal sito.
La trascrizione può essere molto utile, soprattutto per chi ha un livello intermedio e vuole seguire il testo mentre ascolta, oppure per controllare come si scrive una parola che non si è capita bene.
Ma forse non tutti ne hanno bisogno, soprattutto chi ha già un livello avanzato di italiano.
Per questo ho deciso di fare una cosa molto più semplice:
se volete la trascrizione, scrivetemi.
Potete mandarmi una mail e vi invierò gratuitamente il PDF con la trascrizione dei primi 30 minuti dell’episodio.
Se l’episodio sarà più lungo di 30 minuti, quindi, la trascrizione gratuita riguarderà soltanto la prima parte.
Questo limite dipende semplicemente dagli strumenti che utilizzo per creare le trascrizioni: per trascrivere episodi molto lunghi dovrei passare a versioni a pagamento, e al momento non avrebbe molto senso sostenere questo costo per un servizio che viene richiesto così poco.
In futuro, se il podcast crescerà e potrò avere qualcuno che mi aiuti nella produzione, mi piacerebbe sicuramente riprendere questa possibilità.
4. Potrebbero arrivare i video
Questa è invece un’idea ancora in fase di esplorazione.
Il podcast è già disponibile anche su YouTube, ma per ora trovate semplicemente l’audio accompagnato da un’immagine fissa.
Mi piacerebbe capire come realizzare un vero e proprio video podcast, mantenendo naturalmente il formato audio su Spotify e sulle altre piattaforme.
Personalmente adoro guardare i podcast in video e trovo interessante poter vedere la persona che sta parlando, non soltanto ascoltarne la voce.
Il problema?
Dovrò prima superare un piccolo ostacolo personale: la mia timidezza davanti a una telecamera.
Non sono mai stata particolarmente brava con foto e video. Sono la classica persona che, quando qualcuno dice “Aspetta, ti faccio una foto!”, si irrigidisce immediatamente e finisce per avere esattamente la stessa espressione imbarazzata in tutte le fotografie.
Però mi piacerebbe provare a superare un po’ questa cosa.
Quindi, se riuscirò a trovare un modo abbastanza semplice per farlo, prima o poi potreste vedermi anche su YouTube.
5. Interviste e conversazioni con altre persone
Un’altra idea che mi piacerebbe sperimentare è quella di avere, ogni tanto, qualcuno con cui parlare.
Non necessariamente interviste formali, con una lunga lista di domande preparate, ma piuttosto conversazioni spontanee con persone diverse.
Mi piacerebbe farlo per diversi motivi.
Prima di tutto, per avere un po’ di varietà nel podcast e ascoltare voci e accenti diversi.
Ma penso che potrebbe essere interessante anche dal punto di vista dell’apprendimento dell’italiano.
Ascoltare una persona che parla da sola è un tipo di esercizio.
Ascoltare invece una conversazione reale, con due persone che si interrompono, fanno domande, cambiano argomento, ridono, riprendono un discorso e reagiscono spontaneamente a quello che dice l’altra persona è qualcosa di diverso.
Non necessariamente più utile, ma sicuramente un esercizio di ascolto diverso e forse un po’ più complesso.
Ho già una piccola lista di persone con cui mi piacerebbe parlare. Alcune sono amici o conoscenti, altre sono persone che seguo online e che hanno podcast o canali YouTube.
Chissà, magari prima o poi troverò anche il coraggio di scrivere loro e chiedere: “Ti andrebbe di venire a fare due chiacchiere nel mio podcast?”
Perché tutti questi cambiamenti?
La risposta più semplice è: voglio seguire un po’ di più il principio del piacere.
Questo podcast è stato una delle mie grandi soddisfazioni dell’ultimo anno.
Non perché mi abbia portato fama o guadagni (non è assolutamente così) ma perché è un progetto creativo che mi permette di esprimermi e che, soprattutto, mi piace fare.
Registrare un episodio non mi pesa.
Cercare un argomento non mi pesa.
Parlare di qualcosa che mi interessa per mezz’ora, un’ora o magari anche di più mi piace.
Quello che invece mi pesa di più è tutto il lavoro tecnico e organizzativo che viene dopo.
E in questo momento della mia vita ho anche bisogno di lasciare spazio ad altre cose. Mi sono trasferita in un nuovo Paese, sto costruendo una nuova stabilità e dovrò dedicare tempo alla ricerca di un lavoro a tempo pieno.
Per il momento, quindi, l’insegnamento continuerà a essere presente nella mia vita, ma probabilmente come secondo lavoro.
Il podcast invece vorrei continuare a portarlo avanti proprio perché è una delle cose che mi dà energia.
Per questo la soluzione che ho trovato è abbastanza semplice: meno infrastruttura, più contenuti.
Meno automatismi da mantenere. Meno lavoro tecnico.
Più episodi. Più libertà.
Avete idee?
Come sempre, sono molto felice quando qualcuno mi scrive.
Se ascoltate Messaggi Vocali e avete una domanda, una richiesta, un argomento che vorreste sentire affrontare o anche semplicemente un’idea per un episodio, potete mandarmi una mail.
Non prometto di rispondere immediatamente, a volte ci metto un po’, ma leggo tutto e mi fa davvero piacere sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che ascolta.
E se avete un’idea creativa per un episodio, ancora meglio: potrei usarla per una delle prossime puntate.
A presto!
