In questi due nuovi episodi parlo di sette libri che, in momenti diversi della mia vita, hanno lasciato un segno profondo su di me. Non sono necessariamente i libri che ho amato di più, né una classifica: sono libri a cui continuo a pensare e che, per un motivo o per l’altro, hanno contribuito a rendermi la persona che sono.
Un racconto tra letteratura, memoria e vita personale.
📚 Libri menzionati
- Fëdor Dostoevskij — I fratelli Karamazov
- Giusy Quarenghi — Strega come me
- Lucia Berlin — La donna che scriveva racconti (A Manual for Cleaning Women)
- Anton Čechov — La mia vita, nella raccolta I racconti della maturità
- Antonia Fraser — Maria Antonietta. La solitudine di una regina
- Stefan Zweig — Maria Antonietta. Una vita involontariamente eroica
- Carolly Erickson — biografia di Maria Antonietta
- Ito Ogawa — Il ristorante dell’amore ritrovato
- Orhan Pamuk — Il museo dell’innocenza
🔗 Link e approfondimenti
- 📖 Articolo: la mia recensione de Il Museo dell’Innocenza (in inglese)
- 📖 Articolo: Six books that changed my life L’articolo completo, in inglese, dedicato ai libri di cui parlo nell’episodio.
Trascrizione
Visto che questa settimana ho deciso di pubblicare due episodi insieme, perchè alla fine era un discorso unico e non volevo interromperlo, ho deciso di pubblicare solo la trascrizione della prima parte perchè altrimenti il lavoro era troppo lungo. Usate la seconda parte come pratica di ascolto e se avete qualche domanda perchè c’è qualche parola che non capite, potete scrivermi :)
(0:01)
Ciao a tutti. Allora, oggi volevo parlare di un argomento un pochino diverso, quindi magari non strettamente legato all’apprendimento linguistico oppure a temi appunto di emigrazione, immigrazione, partenze, ritorni, eccetera. Ma volevo un po’ parlare dei libri, i sette libri che hanno cambiato la mia vita.
(0:28)
Perché penso che a volte libri, film, musica, questo tipo di arte, abbiano un enorme impatto su di noi, come delle esperienze reali che ci troviamo a vivere o delle persone che conosciamo. E io spesso, devo dire, mi capita molto spesso di mettermi lì a dire, ok, cos’è che davvero mi ha resa quello che sono, proprio a livello degli incontri che io ho fatto nella mia vita, quindi persone, appunto cose che mi sono successe, ma anche i libri che io ho letto, i film che ho visto. E penso che abbiano avuto un enorme impatto su di me.
(1:11)
Quindi oggi volevo parlare di questi sette libri, che sono tutti romanzi, più o meno. No, poi vediamo, c’è qualcosa che non è un romanzo, però ecco, non ci sono libri di saggistica, sono comunque o biografie o comunque narrativi. E magari può essere interessante per conoscermi un pochino meglio come persona, o in generale per avere degli spunti di lettura. E sono libri in ordine sparso.
(1:45)
Allora, io ho scritto un articolo su questo argomento, e lo troverete nei link, se vi interessa leggerlo. L’ho scritto in inglese, però, non l’ho ancora tradotto in italiano, quindi per il momento è solo in inglese. E stavo dicendo, appunto, sono in ordine sparso, quindi non sono in ordine di… di dal più bello al più brutto, o dal più importante al meno importante, niente di tutto ciò. E sono anche un po’ di tipologia di libri molto diversi, cioè ci possono essere dei libri pesanti, dei libri leggeri, ma per qualche motivo, forse sono più pesanti che leggeri, però per qualche motivo sono tutti libri che hanno avuto un enorme impatto su di me.
(2:33)
Non sono neanche necessariamente i libri che mi sono piaciuti di più mentre li leggevo, perché alcuni ho fatto anche fatica a finirli, però sono quei libri che, a cui io ancora penso, a cui mi rendo conto che proprio mi hanno cambiata in qualche modo, o che magari non mi hanno cambiata completamente, ma in quel determinato… se io penso a quel determinato periodo della mia vita, penso a quel libro.
(2:56)
Quindi, iniziamo, bando alle ciance, come si dice in italiano. Allora, il primo libro è un bel libro pesante, forse il re dei libri pesanti scritti al mondo, ed è i Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Allora, questo è un libro che io ho letto prima di iniziare l’università, io l’ho iniziata quando avevo 22 anni, l’ho letto questo libro quando avevo 21 anni.
(3:22)
Ricordo ancora dove ero, stavo lavorando come volontaria in un Bed and Breakfast in Donegal, nella regione del Donegal, e non c’era niente. Era un’ora a piedi per arrivare al bar più vicino per bermi un caffè, banalmente, in mezzo… è stato molto “cime tempestose” quel periodo della mia vita, nonostante poi il libro di cui parlo è i Fratelli Karamazov. Mi ricordo questa brughiera, questa tundra, quella nebbia, io che camminavo ogni giorno per andare a bere il caffè.
(4:01)
Cioè, è stato un periodo di molto isolamento, ma anche molto rapporto con la natura, un periodo molto bello e importante della mia vita. Non è durato tanto, sono stata lì un mese, due mesi, adesso non ricordo con precisione. E quindi ne ho approfittato, ho letto tanto in quel periodo. Uno dei libri che ho letto, leggevo tipo 4-5 ore al giorno, cosa che non… cioè, quando non lavoravo leggevo, cosa che io non so se reputarmi una grande lettrice. Nel senso, ho avuto periodi della mia vita in cui ho letto tanto. Adesso, forse perché sono più grande, forse perché ormai siamo tutti col cervello bruciato dai telefoni.
(4:36)
Mettici quello che vuoi, forse ho cambiato interessi, però io ho sempre qualcosa in lettura. Non mi capita mai di non avere un libro in lettura, però a volte quel libro rimane in lettura due o tre mesi, anche quattro. Ultimamente, devo dire, sono molto lenta. Ma, devo dire la verità, va bene così. Quando c’è qualcosa che mi prende tanto, leggo molto, a volte non mi prendono e non mi va di dover fare la gara a chi legge di più. L’importante, secondo me, è sempre leggere qualcosa di bene o male interessante o comunque di nutrirsi anche di cose interessanti, non solo di cavolate, ma ogni tanto ci vogliono anche le cavolate.
(5:15)
Io sono la prima che guarda un sacco di programmi stupidi quando ho bisogno di rilassarmi. Quindi, torniamo a parlare del libro. Allora, i fratelli Karamazov è quello che in italiano potremmo definire un mattone russo, cioè un libro particolarmente pesante e drammatico. Ed è anche, secondo me, un po’ quel tipo di libro che fa figo dire che ti è piaciuto e magari ti vergogni a dire che ti ha fatto schifo. A me però è piaciuto davvero. Ricordo che era sempre stato a casa dei miei sullo scaffale. Non so, mi ha sempre dato l’aria di, oh Dio, non avrò mai il coraggio. Poi, in questo momento della mia vita, in cui avevo tanto tempo ed ero un po’ in un’atmosfera un po’ vittoriana, quindi forse cosa meglio di un bel mattonazzo russo da leggere in un momento così? E devo dire che mi è proprio piaciuto.
(6:13)
Perché? Cos’è che ha cambiato nella mia vita? Allora, la trama è breve. Il libro non è breve per niente, ma la trama non è che ci sia tanto da dire. Ci sono tre figli, un padre raccapricciante. Cos’hanno questi figli? … È una famiglia di uomini, senza donne praticamente, tutti molto passionali. Cioè, chi in un modo, chi nell’altro. E persone estremamente passionali, con questo lato oscuro molto forte.
Cioè, chi in estremo, come il padre, e il figlio più buono, tra virgolette, cioè quello un po’ più mistico, Alyosha, anche lui ha comunque questa caratteristica dei Karamazov. Allora, se dovessi mettermi a fare un’analisi dei Fratelli Karamazov, farei un episodio di quattro ore solo su questo. Però, io volevo dare un po’ di spunti, quindi non entrerò tanto nel dettaglio.
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